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Una splendida Basilica dell’Auvergne

auvergneBrioude è attualmente una piccola cittadina dell’Auvergne sviluppatasi intorno ad un antichissimo centro storico sorto nei pressi di una biforcazione lungo la maggiore direttrice nord-sud della Francia. In prossimità di tale biforcazione un ponte permette di passare l’Allier mettendo in contatto le montagne con la ricca e popolosa pianura. Nonostante ciò la sua fama è legata ad un fatto che qui avvenne all’inizio del IV secolo quando, durante la persecuzione attuata da Diocleziano, un soldato romano di fede cristiana, Giuliano, venne martirizzato; decapitato, la sua testa venne lavata presso una fonte poco distante e riportata a Vienne, nel Delfinato, da dove il soldato proveniva, mentre il corpo fu sepolto da due anziani che nel fare questo, ritrovarono il loro vigore giovanile. Questo avvenimento è raccontato da Gregoire de Tours nel suo “Libro dei miracoli”. E’ attorno alla tomba del martire che probabilmente si sviluppò la prima comunità cristiana ed è probabilmente a causa del martirio di St. Julien che Brioude è entrata nella storia. Una prima cappella fu costruita intorno al 385 quando la maggior parte della popolazione fu convertita al cristianesimo e i primi pellegrini cominciarono a frequentare l’oratorio che nei secoli divenne un’importante tappa sul cammino di San Giacomo di Compostella. In epoca merovingia si dovette procedere all’edificazione di una costruzione più ampia detta di “Victorus” e successivamente ampliata in epoca Carolingia. Verso la seconda metà del XI secolo venne posata la prima pietra della Basilica Romanica giunta a noi. Con i suoi 75 metri di lunghezza è la più grande chiesa romanica dell’ Auvergne. All’esterno l’imponenza della basilica è esaltata dalle pietre policrome. La grande torre ottagonale  con i suoi tre piani eleva lo sguardo verso il trascendenziale ed invita alla preghiera. L’abside appare in tutta la sua bellezza attorniata da cinque cappelle radiali. Bellissimo l’interno per la sua altezza, per l’eleganza e la purezza delle linee. Il pavimento in ciottoli bianchi e neri ordinati in eleganti disegni rappresentano figure geometriche o allegoriche. Il Nartece, la parte più antica della basilica, è un esempio di architettura romanica di grande qualità con le sue tre grandi arcate che si aprono sulla navata. Gli arredi sono pregevoli: la Vergine partoriente, la Vergine dell’uccellino, la Vergine in lava tutte sculture risalenti al XIV secolo, il Cristo lebbroso, il gioiello più impressionante, proveniente dal lebbrosario di Bagnasse accompagnato dalla leggenda di una guarigione miracolosa. Di grande valore gli affreschi ed i capitelli che bene esprimono tutta la sobria eleganza tipica dell’arte romanica in genere.