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TORTONA : LA MERAVIGLIA DELLA NATURA MORTA

natura-morta-con-anguria_69-cm-x-49-cmNel segno di una continuità programmatica, la Fondazione Cassa di Risparmio di Tortona, continua con la mostra dedicata al genere della natura morta nell’Ottocento italiano d’area settentrionale, analizzando in particolare il fenomeno del collezionismo d’epoca, mostra che chiude i suoi battentti in questo mese. Il percorso critico espositivo parte dal terzo decennio dell’Ottocento, quando si affermò anche in Lombardo-Veneto gli esempi di un genere artistico rinnovato dal gusto ‘ Biedermaier ‘ e dell’influenza della scuola pittorica di Lione; si presentano dipinti di Francesco Hayez e Domenico Induno, nell’ambito milanese, mentre da Brescia giunge la pittura di animali di Francesco Inganni, apprezzata dal principe Odone di Savoia e le esposizioni dell’Ateneo bresciano premiano la perizia dell’ornatista Tommaso Castellini. Nel 1863 viene creato all’Accademia di Belle Arti di Brera un nuovo corso alla Scuola di Ornato, dedicato alla decorazione e alla pittura di fiori, affidato a Luigi Scrosati: da qui deriva un ulteriore slancio al rinnovamento del genere, che va diffondendosi anche presso una committenza alto borghese imprenditoriale milanese e lombarda desiderosa di adeguare l’arredo e le collezioni d’arte delle proprie dimore ad un raggiunto, cospicuo benessere e riconoscimento sociale. Da Brera, dall’Ateneo di Brescia e dall’Accademia Carrara di Bergamo, esce la generazione di artisti della ‘ nuova scuola lombarda’, figlia della Scapigliatura; giovani provenienti anche da altre regioni italiane e dal Canton Ticino, come Adolfo Feragutti Visconti e Luigi Rossi, che tra la metà degli anni Settanta e gli anni Ottanta dell’Ottocento dimostrano straordinarie capacità innovative nell’uso del colore, nel gesto puittorico e nei soggetti delle loro opere. ‘ Il genere della natura morta rientra a pieno titolo nella loro produzione’ nelle rassegne espositive la sua presenza cresce in modo esponenziale, costituendo al tempo stesso banco di prova e importante occasione di vendita sia per maestri del naturalismo quali Filippo Carcano, Mosé Bianchi, Eugenio Gignous, Giuseppe Barbaglia e Cesare Tallone, sia per i più giovani, Gaetano Previati, Giovanni Segantini, Emilio Longoni, Giovanni Sottocornola, Giuseppe Pellizza da Volpedo protagonisti della rivoluzione divisionista dall’apertura del decennio a seguire.