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Terry Schiavo un libro ed un disco: artista a 360 gradi

terry-schiavo-bunga-bungaIl sogno dello spettacolo, è secondo una recente indagine, una delle fantasie più frequentate dalle menti dei giovani. Alcuni hanno veramente un talento, mentre molti di più hanno solo un grande desiderio, per raggiungere il quale sarebbero disposti a lasciare studi amici e spesso, mettersi in forte contrasto con la famiglia ed addirittura alle volte, creando delle fratture insanabili. Già la famiglia…molto spesso il sogno di diventare famosi è una guerra che purtroppo si combatte da soli, contro tutto e contro tutti, è raro avere al proprio fianco genitori ed amici che in un forte abbraccio dicano”coraggio, sono sicuro che ce la farai e comunque provaci, non lasciare nulla di intentato.

Terry Schiavo è una di loro, una che ci ha tentato e che è riuscita grazie al talento ma anche alla testardaggine  a raggiungere le vette delle prime serate di Rai e Mediaset, che ha avuto la soddisfazione di coronare il suo sogno ma anche di dimostrare alla propria famiglia che il suo era un sogno con la S maiuscola e non poteva essere chiuso in un cassetto.

Ma però, si sa, quando si entra in un luogo qualsiasi esso sia, si vedono e si conoscono tante cose  belle e meno che però fanno parte di un mondo come d’altronde tutte le componenti della nostra vita.

Oggi, alcuni dei ricordi di anni vissuti tra lavoro, amori e amicizie o pseudo tali sono entrati in un libro, molto godibile alla lettura , che proprio come una fiction televisiva, ci da l’impressione di essere stati li vicino a lei , quando registrava o andava in diretta in programmi importanti , quando bussava a porte nella speranza di trovare nuovi orizzonti professionali o quando come la più semplice delle ragazze innamorate, era pronta a vivere i suoi amori con tutti anche i rischi che essi comportano, come sono le persone indifese positivamente vicino ad un grande sentimento che merita di essere vissuto.

Terry, come è nata l’idea del libro?

“Volevo ballare il Bunga Bunga anch’io”, nasce dal desiderio di mettere nero su bianco un ventennio di televisione vissuto davanti alle telecamere e dietro le quinte. Una sorta di diario di Bridget Jones all’italiana che racconta in chiave semiseria cosa si nasconde dietro un mondo patinato apparentemente tempestato di lustrini e paillettes.

Un titolo volutamente provocatorio che non passa inosservato, 140 pagine che fanno sorridere e riflettere al tempo stesso su quanto sia importante la consapevolezza che esiste un percorso alternativo a quello delle raccomandazioni a tutti i costi. Questa strada, certamente in salita, ma costruita con lo studio ed imprescindibile dal talento e dall’amore per la propria professione. Un memoriale che nasce dalla necessità  di riflettere su un sistema, quello dello star system che, apparentemente premia e lancia personaggi che divengono improvvisamente celebri grazie a presunti scandali, un sistema che grazie all’avvento della tv digitale e della televisione via web, sta già  cambiando e promette di aprire nuove frontiere e possibilità  per quanti nello spettacolo vedono ancora un lavoro vero e non un passatempo che rende celebre.

In quanto tempo hai scritto questo libro?

In sei mesi e mezzo, pagine che quando le rileggo, mi fanno ancora divertire ed emozionare, come  quando ad esempio, sfoglio il capitolo “Pane amore e…tanta fantasia!” dedicato alla storia d’amore tra le più¹ importanti ed intense della mia vita, quella con Marco Columbro consumata tra il ’94 e il ’96.

Anche tanti aneddoti?

Certo, è un libro che non tralascia episodi comici come quello del “Tele direttore” che uscì nudo dal bagno o del politico Speedy Gonzales a letto, od ancora dell’importante manager d’azienda capace di intortare sei fidanzate contemporaneamente e che fece crescere in me un odio sfrenato per le russe e quando ancora ventenne incontrai Monica – dea- Bellucci durante uno splendido party romano sfrenato per le russe e quando ancora ventenne incontrai Monica – dea- Bellucci durante uno splendido party romano.

20 anni intensi ma anche volati…

Sì, un ventennio scandito da sogni illusioni delusioni e gratificazioni vissuto a cavallo del berlusconismo e di quante e quanti già  all’epoca tentavano di “ballare il Bunga Bunga” per ottenere i famosi 5 minuti di celebrità .

Perchè il Cavaliere non ha inventato nulla, niente di nuovo sul fronte professionale televisivo e non: il Bunga Bunga è¨ vecchio quanto lo spettacolo stesso e forse anche più¹ vecchio (c’è chi ricorda persino festini licenziosi nell’antica Alessandria d’Egitto).

Ogni mondo è paese e ogni ambiente professionale nasconde i propri scheletri nell’armadio.

Tutti pronti a fare carte false, pur di apparire, avere soldi, successo o celebrità ? Tutti Like a Diva? Mi diverte fare il verso a chi davvero sarebbe disposto a tutto pur di apparire e per questo nasce Like A Diva, il mio nuovo singolo dance disponibile sul mercato mondiale in tutti gli store on line.

Cosa rappresenta per te il nuovo disco?

LIKE A DIVA per me è un gioco: sono buddista praticante e l’immagine è solo un riflesso di ciò che siamo o vorremmo apparire.

Quello che c’è oltre l’apparenza è ciò che conta.

Ringraziamo Terry, sicuramente, in una televisione che cambia e dove la professionalità e la preparazione giocheranno sempre di più la loro partita, Terry potrà anche lei , usando un altro termine tanto popolare, tornare a scendere in campo.