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Intervista al Dott. Alberto Orlandi

200448045-001Spesso ci occupiamo di bellezza, principalmente  perché  in noi italiani rappresenta un’ esigenza di vita; talvolta per passione, ma principalmente perché l’immagine riveste per ciascuno un modo per presentarsi agli altri nell’ ipotesi meno riconosciuta, una  vanità nella migliore. Incontriamo  il Dott. Alberto Orlandi, chirurgo plastico che vanta un’esperienza specialistica nel settore della laser chirurgia e della rinoplastica , con formazione e pubblicazioni sia italiane che internazionali.

Dottore, Lei si occupa di molti trattamenti viso-corpo, ma oggi vorrei sapere qualcosa di più sulla rinoplastica: con quale criterio Lei  opera?

Innanzitutto  bisogna capire cosa  si può fare. Sul “come” , il mio stile si  richiama all’ etica  : il risultato deve   soddisfare il paziente , ma al contempo devono essere  rispettati i  criteri di proporzione e di naturalezza . L’inserimento nelle fattezze del volto, non è cosa scontata : di un naso, si apprezza il fatto che  esso sia armonizzato col resto del volto. Ma ciò vale per tutta la chirurgia estetica.

La rinoplastica è un’arte?

orlandi-fotoRinoplastica letteralmente vuol dire modifica della linea del naso : è chiaro che essendo un elemento importante del viso , questo condiziona di molto l’assetto e l’immagine espressiva del volto . E’ fondamentale non stravolgere le linee di molto, ma correggerle : la persona inconsciamente potrebbe non essere preparata ad un cambiamento così repentino ( in cui non si riconoscerebbe neppure) ; tutto ad esempio comincia dalla punta.

In che senso?

Si opera partendo dalla punta, cercando di non prelevare una quantità eccessiva di  cartilagine  :in primo luogo  perché lo stravolgimento estetico è controproducente per la psiche del paziente, secondariamente  perché potrebbero insorgere problematiche di respirazione dovute a tale eccessiva asportazione.

E’ un ‘operazione dolorosa? Quanto tempo di degenza è previsto?

Bene…l’operazione in sé non reca dispendi di tempo molto elevati ne dolore ed è importante  che i pazienti vengano regolarmente a farsi vedere, mi contattino direttamente.

Nel caso di problematiche?

No. Le spiego : io sono fortemente convinto che i pazienti non vadano trattati né come ignoranti , né come subordinati ; l’esempio più semplice è che li accolgo io stesso quando vengono in studio. Bisogna parlare e capirsi; devono comprendere  la puntualità con cui si devono fare queste pratiche  e non avere fretta.

Hanno fretta di solito?

Che la fretta sia una cattiva consigliera si sa , ma ancora di più essendo la rinoplastica un intervento che va a correggere la causa di un disagio anche psicologico, né lo specialista né il paziente dovrebbero lasciarsi condizionare dall’immediatezza.

Sa uno dice : “io pago…”

Potrei farlo : ragionare così, ma non mi appartiene questa modalità. Una delle soddisfazioni più grandi che si hanno a fare il chirurgo estetico è il riconoscimento, anche attraverso lettera, di persone che sono state assolte da un disagio che impediva lo svolgimento di un esistenza serena : per ottenere questo non si può privilegiare la quantità ma la qualità.

Comunque Lei ha molti pazienti..in molti le richiedono la rinoplastica?

Si ne ho ,tanti ; molti la richiedono , ma questo non inflaziona  il fatto che armonia e naturalezza  devono sempre essere evidenti in un risultato ottimale : i nasi così detti “ a punta” o “ alla francesina” di per sé sono anche piacevoli, ma spesso “disturbano” gli elementi di un viso perché sono innaturali.

Quali sono gli accorgimenti che si devono avere prima di sottoporsi ad un’operazione di rinoplastica?

Beh , io come chirurgo devo accertarmi attraverso esami preventivi , che il paziente stia bene , ma soprattutto il mio buon senso rientra tra gli accorgimenti più importanti : la correzione di un naso, simile alla scultura artistica richiede parsimonia e senso del limite, laddove il cambiamento deve rispondere al senso dell’eleganza e non sempre a quello della moda.