Home » Attualità » Incontro con Antonio Ingroia

Incontro con Antonio Ingroia

Antonio Ingroia è un magistrato di spicco nella lotta  a “cosa Nostra “ , da anni vive blindato e sotto scorta, tornando indietro, rifarebbe lo stesso percorso professionale e nel caso perchè?

Penso proprio di sì. Rifarei lo stesso percorso professionale. per tante ragioni. In primo luogo, perché mi ha consentito di incontrare e conoscere personalità straordinarie, alcuni degli italiani migliori di questi anni, molti dei quali non ci sono più, da Borsellino a Falcone, da Caponnetto a Chinnici, per dirne solo alcuni. E poi una miriade di sacerdoti, giornalisti, poliziotti, cittadini impegnati ogni giorno sullo stesso fronte della lotta alla mafia e per un’Italia migliore che ci credono davvero. Ed è bello sentirsi partecipi di un movimento di liberazione del Paese dalle mafie. In secondo luogo, perché ho fatto e faccio un lavoro che mi piace. Mi piace l’indagine, ho il gusto dell’inchiesta, della ricerca del colpevole dei reati e delle prove per farlo condannare. E, da pubblico ministero, mi piace il duello con la difesa nell’aula giudiziaria. Infine, perché sono convinto di avere dato in questi anni, assieme a tanti altri colleghi, un contributo utile ad incrinare il potere mafioso. E di  cui sono orgoglioso,

Le mafie italiane sono sono considerate le più importanti a livello internazionale come vede le evoluzioni di questo mondo?

Le mafie sono cambiate. Alle origini, erano mafie rurali, poi mafie urbane, infine mafie imprenditrici, oggi sono mafie finanziarie. Le mafie, infatti, oggi investono i propri capitali illeciti soprattutto nel mondo della finanza, dentro i flussi del grande riciclaggio internazionale. Proprio perciò le mafie italiane sono entrate ormai da anni dentro un processo di sempre più spiccata integrazione con le altre mafie del mondo a livello globale. E perciò possiamo parlare di una mafia globale che va affrontata parimenti in modo globale.

Oggi il nord Italia gioca un ruolo fondamentale in questo argomento specialmente nel settore finanziario, cosa potrebbe consigliare ai giovani  ed alle nuove generazioni in modo che  questi crimini vengano arginati?

Il consiglio principale è di studiare il fenomeno mafioso per rendersi conto come il sistema mafioso, nonostante le apparenze, sia un fattore di freno allo sviluppo economico-sociale. E quindi i giovani soprattutto devono rendersi conto della necessità di prendere posizione ed impegnarsi contro la mafia senza delegare questo compito solo a magistratura e forze dell’ordine. Perché è nel loro interesse che devono farlo.

Intercettazioni telefoniche ed ambientali, secondo lei come ritoccherebbe il DDL e perchè?

Ritoccare? Io lo ritirerei…. C’è poco da salvare. L’unica parte veramente condivisibile è quella dedicata a preservare più efficacemente la tenuta del segreto sulle intercettazioni con un rigoroso meccanismo di registri riservati e di distruzione immediata delle intercettazioni non rilevanti. Il resto del d.d.l. è invece tutto finalizzato a ridurre il numero e la possibilità di effettuare le intercettazioni, e questo lo ritengo pericoloso.

Da poco è uscito il suo libro “Nel labirinto degli Dei, storie di mafia ed antimafia” , in cui racconta la sua esperienza, dai periodi dell’università, ai pentiti, ai mafiosi, ai politici, sicuramente i periodi bui dell’Italia. A chi consiglierebbe la lettura di questo libro?

Consiglio la lettura a tutti… A chi sa poco o nulla di mafia perché contiene alcuni racconti di vita professionale vissuta che può arricchire il bagaglio di conoscenze di ciascuno. A chi sa di mafia perché alcune vicende ivi narrate mettono alla prova luoghi comuni, idee correnti, nozioni di mafia molto diffuse nell’opinione pubblica. Lo consiglio soprattutto ai giovani che possono così, attraverso le storie che racconto conoscere un pezzo di storia del nostro Paese che non hanno vissuto e che è difficile incontrare nei libri di storia.

Secondo lei i mafiosi hanno letto il suo libro?

Non lo so. Alcuni miei imputati, si che lo hanno letto. Lo so. Qualcuno ha cercato perfino di trarne spunto per attaccarmi ancora… E’ difficile che questo libro, queste storie possano fare breccia nel cuore o nel cervello di un mafioso, ma forse questa lettura può aiutare il figlio di un mafioso a capire di più, e a ribellarsi ad un destino altrimenti segnato.

Un’ultima cosa Dott. Ingroia, quale è il suo motto?

Resistere sempre. Non mollare mai. E sempre all’attacco.