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Il parere dell’Avv. Nicola Terzi: la casta

terzi 

Per maggiore informazione ai lettori, incominciamo a chiarire il concetto della cosidettta  “casta”. La possiamo così definirla: “come un’aggregazione di gruppi sociali composto da più persone, che costituiscono una vera e propria gerarchia rigida tanto che un individuo appartenente ad una casta ben difficilmente potrà  far parte di un’altra casta e questo era tipico  in alcune società del passato.

Il concetto di casta si riferisce originariamente alla società indiana, ma è utilizzato altresì per estensione ed analogia  in altri contesti ed in senso improprio anche a qualsiasi gruppo  sociale chiuso, in società che non sono ufficialmente divise in caste. Oggi si parla di casta facendo riferimento esclusivamente “ai politici” cosa che a mio parere non è vero come dirò più avanti. Su  questo argomento a dire il vero, si sono sprecati fiumi di inchiostro con commenti  scritti ecc. ecc… e per ultimo anche un libro-inchiesta come sono chiamati oggidì,scritto da due giornalisti Rizzo e Stella uscito il 2 maggio 2007 con vendita di circa un milione e ducecentomila copie cosi intitolato :” La casta. Cosi i politici italiani sono diventati intoccabili”.

Naturalmente questo libro ha suscitato molti commenti in parte favorevole ed in parte contrari in modo particolare in coloro che hanno visto in questa inchiesta una vera e propria speculazione finanziaria in quanto con le vendite certamente  questi giornalisti, hanno fatto cassetta scrivendo ciò che gli italiani del mugugno, conigli incapaci di buttarsi nella mischia, vogliono leggere.

E’ vero che  tra i politici vi sono persone che alle volte scopriamo poco serie . Ma costoro non sono forse stati eletti dal popolo? Cosa servono le varie inchieste, cosi come riferito dai due giornalisti, dove  metteno a nudo i privilegi, “aerei di stato che volono 37 ore al giorno, pronti al decollo per portare Sua Eccellenza a una festa a Parigi o per vedere un gran premio automobilistico; palazzi parlamentari presi in affitto a peso d’oro da scuderie di cavalli; finanziamenti pubblici quadruplicati rispetto a quando furono aboliti dal referendum; rimborsi elettorali 180 volte più alti delle spese sostenute;spese di rappresentanza dei governatori fino a dodici volte più alte di quelle previste per  il Presidente della Repubblica tedesco; province che continuano ad aumentare nonostante che da molti anni sono considerati inutili” ecc. ecc…  se poi non si fa nulla per dire basta a questi sprechi? Avremmo voluto che i due giornalisti dopo avere messo a nudo tutte le magagne dei politici avessero iniziato una campagna giornalistica mirata, per indurre qualche politico serio a proporre qualche  iniziative per  l’abolizione di questi privilegi, o comunque ridurli. Non l’hanno fatto per paura di ritorsioni o per non danneggiare i loro mecenati!! Mistero.

Ci chiediamo chi sono stati gli artefici di questo sfacelo? I primi responsabili di questo sfascio sono stati  coloro che hanno elaborato e poi votato il testo della nostra Costituzione della Repubblica Italiana; infatti nella Costituzione c’è un articolo(art. 64), che prevede che ciascuna Camera possa darsi un proprio regolamento interno. Ebbene proprio con questo regolamento i parlamentari tra loro stabiliscono le loro retribuzioni e tutti i privilegi senza che il cittadino possa interferire in qualche maniera senza tener conto del livello di benessere raggiunto dalla popolazione ma solo secondo logiche arbitrarie di casta. È questa la chiamiamo “democrazia”!!!

I secondi sono proprio gli eletti infatti, nel dopoguerra fare il parlamentare significava caricarsi di responsabilità e doveri nei confronti della popolazione, soprattutto nei confronti degli elettori tanto è vero che alcuni lo facevano addirittura a proprie spese. Questa era l’Italia di un tempo. Oggi una volta eletti, con tutti i benefici autodeliberatesi che gli derivano dalla carica, mirano sempre più in alto alla ricerca di una poltrona più grande dimenticandosi dei problemi reali della popolazione e mettendosi esclusivamente al servizio di qualche potente.

Per porre fine a questa anomalia bisognerebbe avere la volontà politica e mettere in moto una macchina che promovesse una efficace azione di pulizia morale e materiale. Avere dei parlamentari che quando vengono eletti abbiano il coraggio di proporre leggi che vadano contro gli interessi delle potenti lobbyes; che abbiano la forza di rielaborare la Carta Costituzionale per renderla più moderna e più efficace per creare uno Stato più moderno più vicino alle esigenze dei cittadini; che abbiano la forza di ricondurre nei loro alveari tutte le organizzazioni e associazioni che si sono arrogati poteri a loro non dovuti; ed in questo consesso che dovrebbe muovere il primo passo, insegnamento ed esempio per tutti gli italiani che desiderano avere parlamentari onesti ed al loro servizio, di qualunque colore e di qualunque partito purchè abbiano questa forza e volontà di porre fine allo sfacelo dell’Italia.

La verità è che spesso i nostri avidi rappresentati politici, siano essi di sinistra o di destra non hanno tali qualità, ma neppure ci pensano ad averle.  Se pensassero un momento che  i loro privilegi, non sono mai stati approvati dal popolo, che sono stati eletti per favorire il popolo e non danneggiarlo e  se non fossero capaci di mettersi a disposizione degli elettori, allora dovrebbero  lasciare quei posti a gente più onesta fuori dagli schemi di questi partiti che ormai non dicono più nulla né tantomeno sono più  capaci di trasmettere valori o ideali alle giovani generazioni.

Concludendo cosa servono le Province, le Comunità Montane, le varie associazioni mangiasoldi, 1000 parlamentari con tutta la pletora di ministri,viceministri,portaborse e chi più ne ha più ne metta mentre l’Italia è un Paese che sta andando alla deriva.?

Bisogna che il popolo Italiano si desta da questo torpore; questa Italia ha bisogno di gente con i cosidetti “attributi”, che sappiano finalmente fare i fatti e smettere di dire solo parole, parole, parole !!!!!

Siamo sicuri che esiste solo la casta dei politici? Purtroppo no infatti esistono in questa povera Italia martoriata altre caste più o meno potenti; la lista sarebbe lunga per cui evidenzio quelle che io ritengo le più pericolose per la democrazia in Italia: il sindacato, la casta dell’editoria, la magistratura, la casta dei baroni, delle farmacie e parafarmacie, dei professori universitari, dei giornalisti della televisione ecc….. inizio con la casta dei sindacati che ritengo essere un potere che spesso impedisce lo sviluppo economico del paese, e mette in pericolo la democrazia. Per questo argomento faccio riferimento al giornalista Liviadotti che ha scritto un bel libro “L’altra Casta” dove mette a nudo il potere del sindacato che ormai non curano più gli interessi dei lavoratori ma solo i propri venendo a perdere quella che era la loro originaria funzione di tutela per  tutti quei lavoratori nei confronti  della classe imprenditoriale.

I sindacati sono oggi nel pieno di una profonda crisi di legittimità, che rischia di cancellare anche i loro meriti storici. Lo strapotere e l’invadenza delle tre grandi centrali confederali, e le sempre più scoperte ambizioni politiche dei loro leader, hanno prodotto nel paese un senso di rigetto. Lo documentano i più recenti sondaggi d’opinione: solo un italiano su venti si sente pienamente rappresentato dalle sigle sindacali e meno di uno su dieci dichiara di averne fiducia. L’immagine del sindacato come di un soggetto responsabile, capace di interpretare gli interessi generali, si è dunque dissolta. E ha lasciato il posto a quella di una casta iperburocratizzata e autoreferenziale che ha perso via via il contatto con il paese reale, quello delle buste paga sempre più leggere e delle fabbriche dove si muore troppo spesso. Un apparato che, in nome di una concertazione degenerata in diritto di veto, pretende di avere l’ultima parola sempre e su ogni cosa. Che si presenta come il legittimo rappresentante di tutti i lavoratori. Ma bada in realtà solo agli interessi dei suoi iscritti, che valgono ormai meno di un quarto dell’intero sistema produttivo nazionale. E perciò si mette puntualmente di traverso a qualunque riforma in grado di mettere in discussione uno status quo fatto di privilegi. Il sindacato oggi è una grandiosa macchina per far sodi, centrale di potere e di denaro; ha uno sterminato patrimonio immobiliare con migliaia di dipendenti pagati dallo Stato. Il sindacato con il loro potere economico e di mobilitazione, ottiene sempre il benestare del sistema politico ormai giunto ai minimi di popolarità, spaventato dal loro potere. Il potere economico del sindacato è in massima parte alimentato dalla collettività e questo porta come conseguenza l’aumento dei costi della politica. Queste organizzazioni sindacali hanno ormai raggiunto un organico mostruoso di 20 mila dipendenti e le loro fonti di guadagno sono le più disparate ed è difficile quantificarne le entrate. Il sindacato non ha mai fatto vedere i propri veri bilanci nonostante le continue richieste, ma ben difficilmente se ne potrà un giorno esaminarli. Si stima che gli incassi si aggirano intorno ai 4 mila miliardi delle vecchie lire. Quei governi che hanno tentato di limitare questo anomalia si sono dovuti ritirare desistendo per via di minacce di scioperi che avrebbero messo in ginocchio il paese. Le maggiore entrate sono in qualità di  sostituto di incasso costituite dalle quote pagate ogni anno dagli iscritti che per i pensionati vengono incassate mediante le deleghe rilasciate dagli stessi e versate dagli enti erogatori della pensione, mentre per i lavoratori in attività vengono trattenute direttamente dalle aziende  dalla busta paga, senza che nessuno possa obbiettare, nonostante un referendum proposto dai radicali per abolire la trattenuta automatica dalla busta paga e votato a favore dal popolo italiano ma mai messo in pratica, per il quieto vivere, tanto è vero che questo sistema  è ancora attualmente  vivo e vegeto e produttore di denaro senza grande fatica. Il sindacato alle volte, impedisce qualunque riforma, che possa mettere in discussione il loro potere. Il sindacato di qualunque colore esso sia  oggi è considerata  una casta che mette veramente  in pericolo la democrazia, sfruttando il lavoro degli iscritti i quali sono costretti a continuare ad  iscriversi se non vogliono perdere il posto di lavoro e cosi continuano a mantenersi sulle spalle degli stessi  siano pensionati che lavoratori attivi.

Nel prossimo numero parlerò delle altre caste che per la loro importanza e per il modo in cui si sono appropriati di poteri non dovuti ostacolano e continuano ad ostacolare le riforme necessarie per uno Stato moderno ed efficiente.