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IL PARCO E IL GIARDINO DI VILLA BORROMEO

lainate_villa_visconti_borromeoUn elemento fondamentale che costantemente viene riscontrato nell’analisi delle ville è il parco o giardino. Esso tendeva ad instaurare un rapporto molto stretto tra natura ed artificio ed evidenziare un processo in evoluzione nell’arte della sistemazione degli elementi naturali e architetonici. Infatti il giardino, come veniva rappresentato nei vari periodi, tendeva a manifestare sia il carattere che il significato, l’indole, il gusto e la sensibilità di una società. Nel medioevo, il giardino era concepito più come luogo di riposo, di convegni amichevoli e non aveva pretese d’arte. Il tracciato era elementare, i prati avevano forme geometriche ed erano delimitati da vialetti. Il Cinquecento, invece, porta una svolta alla concezione  del giardino e tende a rappresntare il razionalismo dell’epoca e il dominio dell’uomo sul mondo sensibile. L’uomo del Rinascimento non veniva attratto dalla natura, ma guardava il giardino come uno spazio di residenza all’aria aperta che rispecchiava la magnificenza della casa. Il Seicento è il periodo in cui le concezioni cinquecentesche vengono riprese nel giardino che adesso tende ad ampliarsi e a tramutarsi in parco. Si usano grandi curve regolari e subentra la fusione tra il giardino, lasciato crescere al suo stato naturale, ed il paesaggio circostante. Questi elementi evolutivi che hanno caratterizzato il succedersi degli interventi avvenuti nell’ambito del complesso lainatese appaiono oggi al visitatore nel tracciato dei viali e della aiuole e nel patrimonio arboreo. Il parco di Villa Litta, che occupa una superficie di circa 31.600 mq., conserva tutt’ora il fascino delle antiche dimore estive, autentici momenti di evasione nella chiusa ed esasperata vita settecentesca. Nel parco sono disseminati secondo il censimento del 1989 n° 820 alberi di 56 specie differenti e n° 53 arbusti classificati in 15 specie. Tra gli alberi di maggior pregio con età variante tra i 90 e 180 anni e un’altezza tra i 25 e i 36 metri, citiamo: Cedro dell’atlante, Cedro dell’Himalaya ( deva daru: albero degli dei), Faggio, Farnia, Magnolia, Noce Nero, Gingo o Ginko biloba, albero dell’Asia centrale, dal cinese albicocco d’argento, ultimo rappresentante di un gruppo di piante  estinte, viene considerato un fossile vivente; pianta dioica può raggiungere i duemila anni di vita.