Home » Personaggi » GENNARO D’AVANZO la mia vita al Teatro San Babila

GENNARO D’AVANZO la mia vita al Teatro San Babila

nuova-stagione-tratrale-san-babila_articleimageIo sono il Teatro San Babila». Gennaro D’Avanzo non si nasconde dietro facili eufemismi: «Il mondo dello spettacolo rappresenta la storia della mia vita: sin dall’infanzia amavo recitare, cantare, ballare e raccontare storie. Credo nel destino e sono convinto che la mia strada, che mi avrebbe condotto a dirigere il Teatro nel 1978, sia da sempre stata sin qui orientata: posso dichiarare oggi di essere il direttore col maggior numero di anni di attività presente in Italia. Il Teatro San Babila si identifica anche col mio volto e la mia voce. Amo ripetere: il mio teatro è la tua casa». Gennaro D’Avanzo, nato ad Avella (AV) nel 1953 e milanese di adozione dall’età di sette anni, detiene un lungo curriculum fatto di grandi fatiche e soddisfazioni: dopo il servizio di leva a Viterbo, si iscrive all’Accademia D’Arte Drammatica di Milano dove nel 1977 si diploma come attore. D’Avanzo, attivo in quegli anni anche come arbitro di calcio, direttore artistico nei villaggi turistici, doppiatore, cabarettista e volto di una fortunata serie di spot televisivi, racconta la sua ascesa alla guida del Teatro San Babila, dal quale si allontanò solo dal 1997 al 2004 per assumere il ruolo di direttore generale del Teatro Nuovo: «Nel 1978, dopo il diploma, ebbi l’opportunità di essere assunto, seppur per breve tempo, come maschera al San Babila, dove potei distinguermi per onestà e senso del dovere. Successivamente sostenni con buon successo numerosi provini, ma per motivi famigliari decisi di rinunciare alla carriera di attore, che mi avrebbe allontanato da casa per troppo tempo. Tornai quindi al Teatro San Babila, allora sull’orlo del fallimento, e ne presi le redini col beneplacito del precedente direttore: cominciai a lavorare ininterrottamente per risollevarne le sorti, rivoluzionando con intuizioni lungimiranti il sistema di prezzi e abbonamenti che poi tutti hanno adottato e di cui il pubblico oggi fruisce normalmente». Le notevoli abilità impresarie di Gennaro D’Avanzo si rivelano tuttora mediante scelte di gestione intelligenti ed accorte: ogni anno viene concesso spazio e fiducia a compagnie teatrali giovani o esordienti, senza intaccare lo spazio privilegiato riservato a mostri sacri come Enrico Beruschi e Valeria Valeri (nella foto con Paolo Ferrari in “Gin Game”, di D. I. Coburn); generi scomparsi dalle scene da decenni vengono riproposti con successo, come nel caso dell’operetta nel corso dell’ultima stagione 2010/2011 Emozioni d’Autore; opere liriche di larga fama e di capitale importanza vengono sempre offerte ad un prezzo contenuto al fine di favorire la partecipazione popolare alla grande cultura classica. Gennaro D’Avanzo commenta: «Il mio mestiere è una missione: voglio ridestare l’attenzione del pubblico per il teatro. Proprio per questo stiamo anche allestendo un format televisivo, “Milano a teatro”, che andrà in onda il venerdì e il sabato sera su Telereporter (Canale 13) a partire da settembre: sono convinto che, mediante un’informazione costante, anche le compagnie teatrali, gli spettacoli e gli attori potranno acquisire la dovuta visibilità di fronte all’intera città di Milano». Gennaro D’Avanzo prosegue: «Le mie linee guida sono la passione, il divertimento, l’attaccamento alla tradizione e soprattutto il rispetto per lo spettatore: amo stare in mezzo alla gente e inoltre sono l’unico direttore che da dieci anni, ogni sera, esce sul palcoscenico a discutere e a confrontarsi con i propri clienti: il pubblico ha bisogno di fidarsi e di avere un punto di riferimento: il teatro può in questo modo elevarsi a luogo dove mettersi in gioco e arricchirsi a livello umano». D’Avanzo offre infine qualche anticipazione sull’imminente stagione teatrale 2011/2012, intitolata Cuore di Donna: «Ogni dramma che andrà in scena, da “Spettri” di Henrik Ibsen a “Di mamma ce n’è due sole” di Dany Laurent, si occuperà di diversi aspetti e sfaccettature dell’immagine della donna. Lo spunto è nato dal ricordo di mia madre, un grande esempio di vita e devozione, che, con tenacia e sacrifici, mi ha sempre dato la forza di andare avanti nei momenti più difficili: il suo cuore di donna rappresenta per me la sintesi perfetta dell’ideale femminile».