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Dott. Alberto Peroni Ranchet La liposuzione estrema : dal ginocchio alla caviglia

Dopo trenta anni di esperienza negli interventi di liposuzione esistono ancora dei distretti corporei dove i chirurghi plastici non osano avventurarsi, nel timore di ottenere scarsi risultati e di incorrere in alti rischi operatori. La mancata soddisfazione di questa richiesta ingenera una forte sofferenza psicologica nelle donne portatrici, inibendole soprattutto nell’indossare le gonne. Infatti il ginocchio grosso, limitato in alto dalla gonna, dà un effetto ottico che fa pensare ad una coscia altrettanto grossa, mentre al contrario, per esempio in costume da bagno, fa sembrare la coscia troppo magra. Inoltre col passare degli anni il grasso sopra la rotula tende, nella posizione eretta, a scivolare sulla stessa rotula “annegandola”. Altro inestetismo molto sofferto è la “gamba a colonna” in cui manca una forma definita e slanciata per cui si ricorre all’uso “obbligatorio” di stivali per coprire questo difetto, ma, nei casi più gravi, è pure impossibile calzare gli stivali perché la gamba non vi entra. L’autore mostra come da più di vent’anni pratichi la liposcultura in queste particolari parti del corpo, ottenendo ottimi risultati di liposcultura delle ginocchia, partendo dal terzo distale delle cosce, delle gambe e delle caviglie, liberandole dall’oppressione delle displasie adipose, che coprono e camuffano le vere forme anatomiche.

DESCRIZIONE DELL’INTERVENTO

Nei casi più lievi è possibile individuare le colonne adipose posteriori e l’anteriore laterale.

Si evidenzia  lo spessore con la palpazione in posizione eretta e si disegnano i contorni. Nei casi più gravi invece si ha una displasia diffusa a 360 gradi per cui bisogna aspirare ovunque, anche sulla superficie anteriore della tibia. Si inizia sul lato posteriore praticando le incisioni inferiormente sopra i malleoli alla partenza delle colonne e superiormente nelle pieghe poplitee. L’infiltrazione con funzione anestetico-vasocostrittrice deve essere abbondante usando aghi da infiltrazione e facendoli scivolare sulla fascia superficiale. Si segue l’ago con la palpazione, per controllarne il decorso e la collocazione. Si inietta in senso retrogrado.

Si aspira con cannule da ¾ mm. a secondo dello spessore del tessuto adiposoSi comincia sul piano profondo e ci si superficializza progressivamente.

L’aspirato ottimale è color giallo citrino.

I movimenti della cannula devono essere il più possibile longitudinali e controllati con la palpazione. Si deve arrivare al piano subdermico per permettere la massima retrazione della cute. Non devono rimanere residui di grasso specialmente al ginocchio sopra ed intorno alla rotula e alle caviglie.

Si consiglia, nella fase finale dell’aspirazione, di passare la punta della cannula contro il piano subdermico senza aspirare. Completato il lato posteriore, girata la paziente in posizione supina, si procede allo stesso modo sulla parte anteriore della gamba. Immediatamente dopo la fine dell’aspirazione si suturano e medicano le incisioni. Poi si indossa un collant da 140 denari, che va tenuto per una settimana. Dopo una settimana si tolgono i punti e si iniziano i massaggi, mentre i collant continua ad essere portato solo di giorno per ¾ mesi, tempo necessario per il risultato finale.

L’autore ha studiato e realizzato un particolare tipo di cannula indicata per l’aspirazione delle caviglie così da rendere più agevole ed efficace  l’azione dell’operatore evitando di urtare con il manico il calcagno o il dorso del piede, mantenendo l’esatto piano di scorrimento della cannula.