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Cinema e psiche

cinemapsicheVogliamo oggi affrescare un brevissimo percorso di analogie tra una tra le più stupefacenti tra le arti: la cinematografia e la nostra psiche.

Ovviamente molto è stato detto e qui vogliamo solo accennare magari a qualche spunto interessante.

Per esempio potremmo concludere che ogni notte la nostra psiche è in grado di “proiettare” in un certo senso films, da fare invidia ai maestri surrealisti e non solo.

Il rapporto poi tra cinema e psicoanalisi c’è stato davvero, con l’uso che i maestri registi hanno fatto del sogno per esempio.

E anche all’inverso, le analisi che gli psicoanalisti e gli psicologi in genere fanno dei film dal punto di vista psicologico, possono servire ad esempio a rendere più evidenti certi meccanismi psichici, sia a scopo didattico che pedagogico che psicologico appunto e anche come ricerca.

Possiamo ancora dire che il rapporto si sostanzia anche nella sostanziale nota ineludibilmente biografica che i registi mettono nella loro produzione nonché in quello che un film fa riverberare dentro di noi.

Ecco, questo sembra proprio un punto fondamentale, cosa ci suscita un film? Si potrebbe dire, quello che ci suscita qualcosa di artistico (se il film lo è…) ma la specificità del mezzo cinematografico merita ovviamente maggiore attenzione…

Nel senso che nel guardare un film la nostra psiche è sollecitata in modo visivo, uditivo ed è sollecitata dalla trama, dal modo si svolgerla, dal ritmo, dalle pause, dalle singole immagini ovviamente, dalla musica, dai suoni, da ciò che ci aspettiamo e da ciò…che non ci aspettiamo!

Un bel po’ di fattori quindi per una sola arte…

E, un po’ come certi libri, o rappresentazioni teatrali o sinfoniche o operistiche, certi films entrano di diritto nell’immaginario collettivo e anche in un certo senso contribuiscono a “crearlo”.

E tranne eccezioni di solito un libro ci risulta sempre un po’ più “pieno” delle sue riduzioni cinematografiche, proprio perché consente una maggior possibilità di immaginazione. Ma nel cinema, nei films comunque di spazio per l’immaginazione c’ è e come…

Noi siamo sollecitati e reagiamo, con meccanismi che in senso psicoanalitico si chiamano identificazione e proiezione. In genere comunque ci identifichiamo con qualcuno dei personaggi, come se il film fosse una sorta di test proiettivo, ma probabilmente arricchiamo anche ciò che vediamo con i nostri contenuti inconsci, proiezione appunto.

Ma accadono probabilmente molte cose nel rapporto tra noi e il film che vediamo.

Ad esempio può confermare o disconfermare un nostro modo di vedere le cose, perché in genere tendiamo a trovare “vere” le teorie che più si accordano con quello che già precedentemente pensiamo, siamo cioè inconsciamente disposti a cercare conferme ai nostri sistemi di pensiero.

E a questo proposito occorrerebbe sempre cercare di monitorare i nostri apparati critici, giacché facilmente possono essere per così dire “sotto attacco” per diversi motivi (per lo più appunto a noi inconsci).

Comunque anchei benefici psicologici di vedersi un bel film sono diversi e vanno dal potersi rilassare e “non pensare”, al potente fattore di condivisione, nel caso di visione al cinema, e fino a volte a immagini che ci toccano nel profondo, come risonanze inconsce , e ci scuotono e non sappiamo perché, e magari ci fanno pensare  anche su noi stessi o sulla  realtà che viviamo, come condensazioni di atteggiamenti e ritualità, come “archetipicità” in cui ci imbattiamo e del cui confronto vivificante probabilmente avevamo bisogno in quel momento.