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Aronna: il bruxismo

aronna-5Il Dott. Giuseppe Aronna, ci spiega che il bruxismo, è una patologia del sistema masticatorio molto diffusa: colpisce circa il 50% degli italiani ed è caratterizzata dal serramento e digrignamento dei denti con conseguente usura orizzontale ed eccessiva, non fisiologica, degli stessi.
Le persone maggiormente a rischio appartengono alla categoria degli sportivi o di coloro i quali svolgono lavori particolarmente impegnativi e stressanti.
Dal momento che la forza impiegata nel serrare i denti supera, in questi casi, dalle 4 alle 7 volte il valore normale, è chiaramente controproducente in caso di allenamenti o gare che ne risulterebbero in qualche modo compromessi.
Il Bruxismo può manifestarsi in vari gradi: da leggero spasmo dei muscoli masticatori con usura di qualche punto di smalto di alcuni denti fino a cefalea muscolo tensiva che porta ad un’usura massiva di tutti denti, nonché ad eccesiva usura di tutta la corona dentaria dovuta al continuo digrignamento.
La malattia si autoalimenta cosicché una volta scatenata dai fattori causali può comportare, oltre al consumo dei denti e alla contrazione dei muscoli facciali, problemi ai  muscoli del collo, delle spalle e della colonna vertebrale che, modificando anche la postura, determina una sensazione di malessere diffuso.
LE CAUSE:
Non si conosce con precisione il vero fattore determinante il bruxsismo, sebbene sia stata accertata una predisposizione genetica ed un un particolare stato psicologico, che in particolare di notte, nel sonno, indurrebbe una contrattura eccessiva dei muscoli della testa ed il digrignare dei denti.
Il bruxismo può essere scatenato da un particolare momento della vita: perdita persona cara, divorzio, perdita del lavoro o qualsiasi altra condizione di stress o stato di ansia. Inoltre l’irregolare chiusura dei denti, mal occlusione o l’ alterata posizione della mandibola spesso dovuta a perdita di denti, possono essere causa del problema.
In particolar modo se mancano uno o più molari si perdono i normali rapporti dimensionali tra i mascellari e le articolazioni temporomandibolari (ATM) che rapportano la mandibola al cranio e sono responsabili dei movimenti di apertura e chiusura della bocca.
Tali variazioni dimensionali determinano anche patologie a carico dell’ATM, articolazione simile a quella del ginocchio, anch’ essa con un menisco articolare che fa da cuscinetto ammortizzante i movimenti.
Clinicamente il paziente avverte rumori in prossimità delle orecchie all’ apertura e chiusura della bocca, oltre che una sorta di scatto nei movimenti, specie estremi, della bocca con il rischio, nelle forme avanzate, di restare a bocca aperta.
Sempre maggiori evidenze scientifiche confermano la correlazione delle patologie descritte con la cefalea, dolori cervicali, delle spalle e della colonna con conseguenti alterazioni posturali.
Esisterebbero, infatti, correlazioni neuromuscolari tra i muscoli masticatori e i muscoli posturali della testa, del collo fino tutto il corpo.
LA TERAPIA:
La prima cura è la costruzione di un bite, ovvero di una placca in resina da applicare su una delle arcate dentarie che consente di evitare i contatti dentari proteggendoli in maniera tale che i muscoli si rilascino e concedano, dopo qualche giorno, al paziente una sensazione di benessere.
Il bite deve essere applicato soprattutto la notte quando si dorme e nella fase diagnostica terapeutica anche di giorno; lo stesso sarà personalizzato in base ai problemi specifici del paziente.
Purtroppo il bite non può essere l’unica soluzione terapeutica dal momento che è necessario capire quali siano le principali cause che hanno generato il bruxismo e /o la disfunzione articolare.
Chi deve sottoporsi a terapia ricostruttiva protesica su denti o impianti ha un maggior rischio di frattura della protesi e degli impianti.