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ANGIOLA TREMONTI: la vita è l’arte

valle«“La Valle degli Orsi” è il mio primo libro. Nato dal desiderio di mettere ordine nella mia vita, è assieme diario e racconto: sono dentro racchiusi i miei primi sessant’anni, evocati attraverso  ricordi, sensazioni e sentimenti, una personale ricerca del tempo perduto. È un’opera agile e scorrevole, che sviscera nei minimi particolari un’esistenza intera e che per questo porta con sé una profonda sincerità in grado di stupire ». Angiola Tremonti, classe 1948, artista versatile per vocazione (pittrice, scultrice e ora scrittrice di successo), riassume così quello che può essere considerato il più importante e personale suggello alla sua carriera: il volume, edito da Bompiani e oggi giunto alla sua 3° edizione, è costato tre anni di fatiche prima di vedere finalmente la luce nel maggio 2011. Angiola, la cui formazione avviene presso l’Accademia di Arti Applicate di Milano e l’Istituto Superiore di Pubblicità Davide Campari, racconta: «L’arte è parte di me ed è sempre stata la mia passione ed attività principale. Gli studi mi hanno insegnato ad incanalare in linguaggi chiari e definiti le spinte creative che da sempre mi bruciavano dentro, evitando tuttavia di approdare a quel classicismo esasperato che spesso favoriscono le accademie, inibendo estro ed inventiva. L’arte è presente nell’anima, nella mente, si trova nei profumi, negli sguardi, nelle emozioni: noi esseri umani siamo come creature allo sbaraglio di fronte alla realtà. Gli input che ricevo attraverso le impressioni più disparate vengono conservati, rielaborati come immagini e infine palesati sotto forma di prodotto pittorico o scultoreo».  Angiola prosegue chiarendo la natura dei suoi soggetti ideali: «La vita e l’essenza della donna, unite all’amore per il regno animale, sono il mio modello ispiratore. Amo fondere l’immagine femminile donandole tratti zoomorfi e viceversa. Tutti gli animali hanno un’anima: nobili alla pari degli esseri umani, entrambi diventano nelle mie opere un inno alla sacralità universale della vita. Universalità che infondo anche nelle suggestioni di cui si fanno portatrici le mie opere, destinate esseri umani, entrambi diventano nelle mie opere un inno alla sacralità universale della vita. Universalità che infondo anche nelle suggestioni di cui si fanno portatrici le mie opere, destinate anche agli ambienti casalinghi; la casa dev’essere un ricettacolo dove potersi fondere in serenità con i luoghi attraverso le forme ed i colori, il cui particolare utilizzo mi permette di riagganciarmi a pure impressioni, come avviene con le nuvole del cielo, le macchie del marmo e le ombre degli alberi, potrei definirla un’arte emotiva informale». Angiola rivela inoltre: «L’opera a cui sono maggiormente legata è “Creatrice della Mabilla”, dipinto che custodisco gelosamente e mio marchio personale. Mabilla è il nome di una santa tedesca e di ogni mia donna. Ella è il mio alter ego, origine di ispirazione e matrice di ogni realizzazione. Mabilla accoglie ed amalgama gli stimoli e gli impulsi donando loro forma, luce e forza». Angiola Tremonti conclude rivendicando la propria indipendenza creativa e professionale e accennando ad attuali e futuri progetti:  «Sono imprenditrice di me stessa e gestisco la produzione e la vendita dei miei quadri e delle mie sculture attraverso il blog “blog.angiolatremonti.com” e la pagina Facebook “Angiola Tremonti Artista”. L’ultimo progetto a cui ho lavorato è un’installazione che raffigura un bosco incantato di sculture in resina alte 3.30 m. con illuminazione a led, esposta ultimamente sotto il campanile di Cortina d’Ampezzo, dopo essere passata per la Villa Reale e per Piazza Fontana a Milano (vedi foto), e ora destinata alla Sicilia. Ora sto preparando delle luminarie di Natale per un comune di cui non voglio ancora rendere pubblico il nome, ma che amo particolarmente, un posto sito su un cocuzzolo e che, con le sue cento chiese, si affaccia mozzafiato sul mare; località nella quale mi identifico, dedicata proprio a Venere, dea della bellezza e della femminilità».