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Alex Stocchi: quando la poesia rende liberi e purifica

terziA volte nella vita si commettono degli sbagli, in alcuni casi si tratta di leggerezze di poco conto, mentre in alti purtroppo, sono errori più gravi, sino ad arrivare a reati che spesso sono puniti con la reclusione. Ma si sa, che spesso proprio dalle difficoltà e dagli sbagli , vengono a galla le cose positive, non a caso si dice molte volte la frase”ha dovuto toccare il fondo per risalire”.

E’ il caso di Alex Stocchi, che è detenuto nel carcere di Monza dove deve scontare una condanna di 4 anni per rapina. Non è questa la sede opportuna per riflettere sul perchè una persona imbocca la strada sbagliata, nessuno potrà mai effettivamente capire ed affermare con certezza, se le motivazioni sono di origini caratteriali, famigliari, di difficoltà economiche od ancora le cosiddette “ cattive compagnie”, Un dato è certo, il caso di Alex Stocchi è emblematico, perchè non soltanto il carcere ha profondamente cambiando in positivo una persona ma perchè addirittura, ha fatto emergere un uomo completamente diverso da prima, un essere pieno di sensibilità, con un grande rispetto verso la vita e con una grande voglia di amare e di ricevere amore, sicuramente un uomo completamente ridonato alla vita ed alla sua esistenza.

Il modo in cui la nuova realtà di Alex si sta esprimendo è attraverso la poesia. Infatti, egli si è scoperto un poeta di assoluto talento ed ha già realizzato una raccolta dal titolo “Geometrie di parole d’amore nel tempo. Poesie dal carcere”

L’introduzione è stata fatta da Don Augusto in cui, rivolgendosi ad Alex, si dice stupito di avere letto le poesie e ringrazia l’autore per avergli aperto il cuore ma nello stesso tempo, questo gli ha fatto ancor di più percepire il concetto che nella vita si può sempre ricominciare.

Ecco che ancora una volta emerge il concetto di ricominciare, di tornare a vivere con un altro spirito quasi che la stessa vita concedesse, come nelle partite di calcio, un secondo tempo in cui potere recuperare e vincere l’incontro.

Suor Maria Elia Colombo, autrice di un’altra riflessione nella raccolta, dice giustamente che la poesia è vita, per chi la scrive e per chi la legge e si augura che l’esperienza positiva di rinascita di Alex, possa essere la strada da seguire per altri come lui. Credo profondamente, che l’essenza della vita sia nella magia che ognuno di noi nasconde in se. D’altronde se la vita fosse logica, i belli si sposerebbero con le belle, le intelligenti con gli intelligenti, chi ha un talento farebbe un lavoro adatto ed all’altezza del proprio valore ma purtroppo, non è così. Molte volte le stazioni del viaggio che ognuno di noi percorre, sono anche di dolore e di sofferenza. Come diceva J. Thomasson “solo chi ha conosciuto e vissuto il dolore può capire ed apprezzare il bene”.

Vi voglio lasciare  con una delle belle poesie di Alex e con l’invito a riflettere sul fatto, che nelle nostre carceri vi sono certamente talenti che, nonostante siano stati sottoposti a delle problematiche, se debitamente aiutati possono emergere e con la loro esplosione possono cambiare le persone a cui appartengono. Il carcere, può e deve essere luogo di riflessione e di ripartenza, una ripresa verso una nuova vita dove ad essere liberi non siano solo i sogni, le idee e le speranze, perchè come dice Alex in una sua poesia, “non bisogna avere paura del nuovo giorno perchè ognuno di noi vive adesso per quello che vive  adesso”.